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  1. Juve, altro ricorso respinto sullo scudetto 2006
  2. Scudetto 2006, fissata la data dell’udienza del ricorso della Juve contro Figc, Inter e Coni
  3. Scudetto 2006 infinito: la Juve ricorre al Collegio di garanzia dello sport
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Scudetto , è stata fissata la data per il ricorso presentato dalla Juventus Scarica gratis o Aggiorna l'App da Google Play per dispositivi. Scudetto rimane all'Inter: la sentenza della Cassazione S.p.A. sulla questione dello scudetto assegnato, nella stagione calcistica a cavallo . CLICCA QUI PER SCARICARE LA SENTENZA IN FORMATO PDF. Football Manager , download gratis. Football Manager Patch Migliorato il codice di gioco e le voci del database. Football Manager è un. Un altro ricorso respinto per la Juventus in merito allo Scudetto assegnato all'Inter a causa dei fatti di Calciopoli. La Corte federale.

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Calciopoli, Tar del Lazio boccia il ricorso della Juventus.

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Juve, altro ricorso respinto sullo scudetto 2006

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Dal momento che i deferimenti avevano riguardato oltre a esponenti della Lega Calcio anche dirigenti federali ed esponenti dell'AIA, il processo sportivo di primo grado non poteva tenersi presso le rispettive commissioni disciplinari — all'epoca non esisteva ancora la CDN Commissione disciplinare nazionale — e fu pertanto svolto presso la CAF storico organo chiamato solitamente a decidere in secondo grado.

Il procedimento di appello conseguentemente fu tenuto presso la Corte federale organo che era solitamente chiamato in causa solo per vizi formali o per fornire pareri e interpretazioni. I due procedimenti si chiusero rispettivamente il 14 e il 25 luglio , permettendo di stilare una classifica definitiva della Serie A al netto delle penalizzazioni inflitte a Juventus , Milan , Fiorentina e Lazio , utilizzata per determinare i club italiani qualificati alla UEFA Champions League e alla Coppa UEFA Sulla base della medesima classifica dopo avere sentito il parere di una commissione di tre saggi appositamente incaricata il 26 luglio la FIGC emetteva un comunicato stampa in cui riconosceva all' Inter , prima classificata dopo le sanzioni inflitte a Juventus e Milan, il titolo di campione d'Italia Un secondo filone di indagini coinvolse due società minori, Reggina e Arezzo quest'ultimo militante in Serie B all'epoca.

Scudetto 2006, fissata la data dell’udienza del ricorso della Juve contro Figc, Inter e Coni

I processi sportivi relativi a questo ulteriore filone si chiusero nel mese di agosto Successivamente e in tempi diversi tra agosto e giugno , furono discussi gli ulteriori ricorsi alla Camera di conciliazione ed arbitrato per lo sport , organo istituito all'epoca presso il CONI.

Una volta falliti tutti i tentativi di conciliazione tra le parti i vari lodi arbitrali consentirono a diversi tesserati "sconti" anche notevoli sui periodi di inibizione comminati dalla Corte federale, mentre ad alcune società furono ridotte le penalizzazioni in classifica. Il ricorso al TAR del Lazio era stato in un primo momento avanzato anche dalla Juventus prima ancora dell'arbitrato, ma era stato poi ritirato. Penalizzazioni di varie entità furono inflitte anche a Fiorentina, Milan, Lazio, Reggina e Arezzo, da scontare in parte nel campionato di Serie A e in parte in quello successivo.

Tra i tesserati le sanzioni più pesanti colpirono gli ex dirigenti della Juventus Luciano Moggi e Antonio Giraudo, oltre all'ex vicepresidente federale Innocenzo Mazzini: per tutti e tre la massima pena, ossia cinque anni di inibizione con proposta di radiazione. Tale proposta fu successivamente accolta dagli organi competenti, trasformando di fatto la sanzione in una squalifica a vita. Il processo penale di primo grado su Calciopoli ebbe luogo tra il e il presso il tribunale di Napoli.

Durante tale processo emersero principalmente per opera dei difensori di Luciano Moggi nuove intercettazioni telefoniche che non erano state considerate rilevanti nelle indagini del Nel frattempo il procuratore federale Stefano Palazzi aveva già avviato nuove indagini in proposito, che si chiusero nel giugno con la contestazione di violazioni delle norme di lealtà, correttezza e probità a diverse società e tesserati che non erano stati coinvolti nei processi sportivi del All'Inter e nella persona di Giacinto Facchetti fu contestato l'illecito sportivo, tuttavia Palazzi non procedette ad alcun deferimento perché i fatti erano ormai caduti in prescrizione.

La FIGC prese atto della relazione del procuratore federale approvando a maggioranza una delibera del presidente Giancarlo Abete con cui il Consiglio federale si dichiarava non competente sull'istanza presentata dalla Juventus.

Le nuove intercettazioni non ottennero effetto neanche nel processo penale di Napoli, che si concluse nel novembre con un sostanziale accoglimento dell'impianto accusatorio: furono inflitte pesanti condanne in particolare a Luciano Moggi e all'ex designatore Paolo Bergamo mentre Antonio Giraudo era già stato condannato nel con rito abbreviato.

Scudetto 2006 infinito: la Juve ricorre al Collegio di garanzia dello sport

Inoltre la Juventus sottolineava come il processo di primo grado di Napoli avesse comunque escluso responsabilità della società sulle violazioni commesse dai propri dirigenti. L'incontro si risolse tuttavia con un nulla di fatto: gli stessi Abete e Petrucci dovettero ammettere che le posizioni delle parti erano troppo distanti.

Le accuse rivolte ai molteplici imputati, tra cui spiccavano i nomi di Luciano Moggi e Antonio Giraudo per la Juventus, dei fratelli Diego e Andrea Della Valle per la Fiorentina, di Claudio Lotito per la Lazio e di Pasquale Foti per la Reggina, spaziavano dalla violazione delle norme di lealtà, correttezza e probità sportiva articolo 1 del Codice di giustizia sportiva vigente all'epoca all'illecito sportivo vero e proprio articolo 6 dello stesso codice.

Secondo l'accusa i dirigenti di società coinvolti intrattenevano rapporti con i designatori arbitrali atti a influenzare le designazioni per le partite delle proprie squadre in modo da ottenere arbitri considerati favorevoli.

In questo erano spesso appoggiati o spalleggiati dagli esponenti della federazione coinvolti nell'inchiesta. Sempre secondo l'accusa era pratica comune inoltrare attraverso i designatori arbitrali o la FIGC recriminazioni e velate minacce nei confronti degli arbitri considerati non favorevoli.

Anche l'allora ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu secondo le intercettazioni avrebbe richiesto tramite Moggi favori arbitrali per la Sassari Torres militante all'epoca in Serie C1. La posizione di quasi tutti i cronisti sotto il profilo penale fu archiviata nel , anche se molti di loro furono sospesi per qualche tempo dall'Ordine dei giornalisti erano accusati di farsi consigliare da Moggi cosa dire in televisione o cosa scrivere sui loro giornali.

L'unico a essere indagato e processato per associazione a delinquere fu Ignazio Scardina, per altro poi assolto in primo grado dal tribunale di Napoli.

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Insistenti voci nel corso dello svolgimento delle indagini hanno avanzato il timore che la possibile vittoria della nazionale italiana al campionato mondiale di calcio poi effettivamente verificatasi avrebbe potuto insabbiare la vicenda, magari portando a una sorta di amnistia come avvenuto per il Calcioscommesse del dopo la vittoria dell'Italia al campionato mondiale di calcio Di seguito l'elenco delle diciannove partite di Serie A sotto inchiesta: [4].

Richieste annunciate il 4 luglio nel processo sportivo di primo grado presso la Corte di appello federale da parte del procuratore federale Stefano Palazzi:. Richieste annunciate l'8 e il 9 agosto nel processo sportivo di primo grado presso la Corte di appello federale da parte del procuratore federale Stefano Palazzi:. In un secondo tempo su decisione della FIGC è stato assegnato lo scudetto per il campionato di calcio di Serie A all'Inter: la FIGC ha infatti recepito il parere della commissione di tre saggi composta da Gerhard Aigner, ex segretario generale della UEFA ; Massimo Coccia, avvocato ed esperto di diritto sportivo; Roberto Pardolesi, Ordinario di diritto privato comparato , creata dal commissario straordinario della FIGC Guido Rossi per dirimere la questione dopo la non assegnazione del titolo alla Juventus.

A seguito delle pesanti sanzioni inflitte dalla Corte federale della FIGC ultimo grado di giudizio in seno alla Federcalcio tutte le società e i tesserati presentarono ricorso alla Camera di conciliazione e arbitrato istituita presso il CONI.

In nessun caso fu raggiunta la conciliazione e si dovette procedere caso per caso alla creazione di un comitato di arbitrato. In attesa che fossero chiarite le controversie la FIGC sospese le pene accessorie multe e squalifiche del campo.

Tale richiesta si basava sulla sproporzione tra la pena inflitta alla Juventus e a quelle inflitte alle altre formazioni coinvolte, sproporzione che era quantificata dai legali della società da una valutazione del danno economico arrecato dalla retrocessione quantificata in milioni di euro.

Dopo una trattativa tra il CONI, la FIGC e la dirigenza della Juventus il consiglio di amministrazione della Juventus decise di ritirare il ricorso al TAR ed evitando un possibile slittamento dell'inizio dei campionati di Serie A e B per cercare di ottenere anch'essa una riduzione della penalizzazione in sede di arbitrato sportivo.

La retromarcia della dirigenza della Juventus fu dovuta anche alla minaccia da parte del presidente della FIFA Joseph Blatter di escludere da tutte le competizioni internazionali per club e per le rappresentative nazionali l'intera FIGC per cinque anni i regolamenti internazionali prevedevano che se una squadra fa ricorso a un tribunale ordinario e la federazione di appartenenza non glielo impedisce quest'ultima è esclusa da tutte le competizioni estere.

Nella relazione la procura federale contestava l' illecito sportivo [17] a Facchetti e per illustrare le motivazioni della decisione sull'istanza della Juventus presumeva che anche le condotte messe in atto dai vertici dell'Inter avessero violato gli articoli 1 e 6 del vecchio CGS, in quanto dirette ad assicurare un vantaggio in classifica mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale.

Il presunto danno subito fu quantificato dalla Juventus in circa milioni di euro. Dallo scandalo del hanno avuto origine due procedimenti penali: quello riguardante Calciopoli vera e propria presso il tribunale di Napoli e quello riguardante l'agenzia di procuratori sportivi GEA World presso il tribunale di Roma.

Un terzo filone di indagini, reso noto nello stesso periodo da parte della procura di Udine e riguardante scommesse sportive illecite col presunto coinvolgimento anche di calciatori, tra cui il portiere della Juventus e della nazionale Gianluigi Buffon , si chiuse invece col proscioglimento di tutti gli indagati.

Le riduzioni di pena per i Moggi derivavano dalla prescrizione dell'episodio relativo alla procura di Nicola Amoruso.

Inoltre Luciano Moggi fu condannato a pagare circa diecimila euro di spese processuali e a risarcire dei danni la parte civile di Stefano Antonelli in separata sede e la FIGC.

Va ricordato che a livello sportivo la FIGC non ha mai aperto un'inchiesta federale sulla GEA e di conseguenza non è stato preso alcun provvedimento disciplinare riguardo a questa vicenda.

Il 24 marzo i giudici confermarono Napoli come sede del processo, estromettendo tutte le parti civili, tra le quali anche una società editrice romana che aveva stampato oltre un milione di figurine sul presupposto che lo scudetto era stato vinto lecitamente. Il processo con rito ordinario si concluse l'8 novembre con la condanna di altri sedici imputati: 5 anni e 4 mesi di reclusione per promozione della associazione a delinquere per l'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi che ha avuto anche il Daspo di 5 anni e l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici , 3 anni e 8 mesi per l'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo più 5 anni di interdizione dai pubblici uffici , 2 anni e 2 mesi per l'ex vicepresidente FIGC Innocenzo Mazzini questi ultimi due ritenuti anch'essi colpevoli di promozione dell'associazione , 1 anno e 11 mesi ciascuno per l'altro ex designatore Pierluigi Pairetto e per l'ex arbitro Massimo De Santis, 1 anno e 8 mesi per l'altro ex arbitro Salvatore Racalbuto , 1 anno e 6 mesi più ammenda di 30 euro per il presidente della Reggina Pasquale Foti, 1 anno e 5 mesi ciascuno per altri due ex arbitri, Paolo Bertini e Antonio Dattilo , 1 anno e 3 mesi ciascuno più Il processo di appello per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato si è concluso il 5 dicembre con la condanna per Antonio Giraudo a 1 anno e 8 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e l'assoluzione degli altri imputati: Tiziano Pieri, che ha rinunciato alla prescrizione, Paolo Dondarini e Tullio Lanese, oltre a coloro che erano stati già assolti in primo grado e per i quali l'accusa aveva impugnato la sentenza [43].

Il 17 dicembre in secondo grado Moggi è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione e Pairetto e Mazzini sono stati condannati e 2 anni ciascuno per essere i promotori dell'associazione a delinquere, mentre gli episodi di frode sportiva per cui erano imputati sono stati dichiarati prescritti.

Massimo De Santis, Antonio Dattilo e Paolo Bertini hanno rinunciato alla prescrizione: il primo è stato condannato a 1 anno di reclusione, gli altri due a 10 mesi. Per quanto riguarda Racalbuto, Lotito, i fratelli Della Valle, Mencucci, Foti, Meani, Puglisi e Titomanlio è stata dichiarata la prescrizione dei reati a loro imputati.

Sono stati accolti gli appelli del pubblico ministero nei confronti di Fabiani e di Mazzei, rispettivamente per associazione per delinquere e per un episodio di frode sportiva, ma i loro reati sono stati dichiarati prescritti.


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