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Scaricare progetto esecutivo forestazione


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  2. Sezioni speciali
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  4. La vera storia della Foresta dell'Adda PERCHE' L'ACCANIMENTO DI LEGAMBIENTE CONTRO LA VALTELLINA?

SCARICARE PROGETTO ESECUTIVO FORESTAZIONE - Pertanto, chiediamo ai nostri utenti di effettuare delle sintonizzazioni automatiche frequenti fino a. Il presente progetto interessa un'area delicata all'interno del Parco Nazionale anche a seguito delle indicazioni fornite dall'Ufficio Forestazione e Demanio PE con diametro pari a 60 cm e lunghezza pari a 12 metri lineari per scaricare a valle quello del minor prezzo sulla base del progetto esecutivo ai sensi dell'art. Le società invitate alla procedure di gara per la realizzazione del progetto, con nota n. nella sezione AVVISI possono visualizzare o scaricare il Progetto esecutivo. AVVIATI I LAVORI DI FORESTAZIONE PER IL · Area Programma. scaricare in Olona senza allagare il resto della vasca. Il canale in . Non sono riconosciute varianti al progetto esecutivo, prestazioni e forniture extra contrattuali di qualsiasi Messa a dimora di alberi in operazioni di forestazione urbana.

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Protocollo N. A, Protocollo N. In liquidazione ripubblicata per errata indicazione della presenza del Segretario Generale anziché del Vice Segretario Generale Protocollo N. Memorie di Giunta — nessuna NOTA: le memorie di Giunta sono pubblicate da gennaio , ma non sono state approvate o pubblicate memorie di Giunta precedenti il 1 aprile.

Giunta Capitolina n.

I piani forestali di distretto o particolareggiati che interessano, in tutto o in parte, siti della Rete Natura , recepiscono le indicazioni previste dal piano di gestione del sito specifico e le misure di conservazione per lo stesso vigenti.

I piani forestali assicurano la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, degli habitat di specie o delle specie di interesse comunitario ivi presenti e sono soggetti a valutazione di incidenza ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. L'Agenzia esprime un parere obbligatorio per l'approvazione dei piani di gestione della Rete Natura ricadenti nei compendi da essa amministrati.

La pianificazione forestale regionale è attuata mediante il Documento esecutivo di programmazione forestale DEPF contenente il programma degli interventi forestali. Il documento ha durata triennale con aggiornamento annuale.

Documentazione

Il DEPF è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di ambiente, di concerto con l'Assessore regionale competente in materia di programmazione e con l'Assessore regionale competente in materia di agricoltura, previo parere della Consulta regionale per le politiche forestali di cui all'articolo 12 e previo parere della competente Commissione consiliare da rendersi entro il termine di venti giorni, oltre il quale si intende acquisito.

È istituita, presso l'Assessorato regionale competente in materia di ambiente, la Consulta regionale per le politiche forestali. La Consulta è nominata con decreto del Presidente della Regione ed è composta da:.

La Consulta resta in carica cinque anni e, comunque, per un periodo non eccedente i centottanta giorni dal termine della legislatura regionale.

Sezioni speciali

La Consulta svolge funzioni consultive e propositive in materia di programmazione forestale e in particolare:. I pareri della Consulta sono espressi entro trenta giorni dalla data della richiesta, decorsi i quali si prescinde dagli stessi. I componenti della Consulta svolgono i compiti previsti dalla presente legge a titolo gratuito. Il Sistema informativo forestale regionale costituisce la base conoscitiva per la pianificazione e programmazione forestale regionale, fa parte integrante del Sistema informativo ambientale regionale SIRA ed è aggiornato attraverso il modulo di gestione dei procedimenti amministrativi del SIRA.

Il sistema informativo forestale regionale, oltre a monitorare le attività connesse al settore forestale e rendere accessibili al pubblico le relative informazioni, assolve ai seguenti compiti:. In attuazione della legge 7 agosto , n. La Regione, per conoscere, descrivere e pianificare le risorse forestali e silvo-pastorali, realizza e aggiorna la carta forestale regionale e redige l'inventario forestale regionale, anche avvalendosi di altri soggetti pubblici o privati operanti nel settore forestale.

L'inventario forestale della Sardegna e le altre cartografie tematiche sono gestite nell'ambito del Sistema informativo ambientale regionale. Il patrimonio forestale e silvo-pastorale pubblico è costituito dalle proprietà sui beni forestali demaniali e patrimoniali acquistati, espropriati, trasferiti o in qualunque modo pervenuti alla Regione, alle province, alle comunità montane, ai comuni e agli altri enti pubblici.

La Regione, a decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, succede nella titolarità del patrimonio del soppresso Ente foreste della Sardegna, come a esso pervenuto in base all'articolo 16 della legge regionale n. L'Agenzia, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, trasmette all'Assessorato regionale competente in materia di demanio e patrimonio copia del proprio conto patrimoniale immobiliare e l'elenco dei beni immobili di cui al comma 1.

L'elenco, convalidato con specifico atto dell'Assessorato regionale competente in materia di demanio e patrimonio, costituisce titolo ai fini della trascrizione nella Conservatoria dei registri immobiliari. Entro centottanta giorni dalla trasmissione dell'elenco di cui al comma 2, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di ambiente:. Nelle more del completamento della procedura di cui ai commi 2 e 3, il patrimonio di cui al comma 1 è gestito a titolo di comodato d'uso dall'Agenzia.

L'Agenzia, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, redige l'elenco dei terreni sottoposti a occupazione temporanea ai sensi del regio decreto n. L'elenco di cui al comma 1 è trasmesso al Corpo forestale e di vigilanza ambientale che individua, entro i successivi centottanta giorni, i terreni da restituire ai legittimi proprietari previa dichiarazione di avvenuta esecuzione delle opere di rimboschimento e rinsaldamento dei terreni e previo collaudo e redazione dei piani di coltura da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai sensi dell'articolo 54 del regio decreto n.

La restituzione dei terreni soggetti a occupazione temporanea inclusi nell'elenco di cui al comma 1 è a cura dell'Agenzia. Il personale dell'Agenzia che presta la propria opera nei terreni riconsegnati è reimpiegato, per le funzioni di cui all'articolo 37, nell'ambito del territorio di competenza del servizio territoriale, anche all'esterno delle aree direttamente gestite, sulla base di specifici progetti redatti dall'Agenzia in coerenza con quanto previsto dal Programma triennale di cui all'articolo I terreni privati riconsegnati possono essere acquisiti al patrimonio regionale, con le modalità definite con deliberazione della Giunta regionale.

I terreni pubblici riconsegnati possono essere gestiti dall'Agenzia attraverso le forme previste dalle leggi vigenti. I beni immobili, classificati come demaniali o patrimoniali indisponibili, assegnati all'Agenzia, possono essere attribuiti in concessione a terzi, secondo i criteri e le modalità disciplinati dalla Giunta regionale mediante propria deliberazione, nel rispetto della normativa vigente.

La Giunta regionale, in particolare, disciplina la concessione in comodato per periodi limitati allo svolgimento di manifestazioni di particolare rilevanza a enti, associazioni, fondazioni e comitati non aventi scopo di lucro che promuovano e tutelino interessi generali della comunità. I beni immobili classificati come disponibili possono essere dati in locazione a terzi al valore di mercato o affidati a enti pubblici in comodato gratuito per lo svolgimento di attività di pubblico interesse.

I beni immobili, le strutture e le aree attrezzate gestiti dall'Agenzia per finalità di divulgazione, sensibilizzazione ed educazione ambientale possono essere utilizzati da soggetti qualificati operanti nei medesimi settori. L'uso dei beni deve essere compatibile con la natura, la destinazione, le caratteristiche strutturali e di agibilità di ciascuno di essi. Costituisce trasformazione del bosco ogni intervento che comporta l'eliminazione della vegetazione esistente al fine di un'utilizzazione del terreno diversa da quella forestale.

Gli interventi selvicolturali che modificano lo stato di fatto delle aree boscate e gli altri interventi che presuppongono una variazione della destinazione d'uso del suolo di terreni non boscati, sottoposti a vincolo idrogeologico, possono essere avviati, a seconda della loro natura ed entità, secondo le seguenti modalità procedimentali:.

La Giunta regionale, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce con deliberazione le tipologie di intervento da assoggettare alle modalità di cui al comma 2 e i relativi procedimenti. I procedimenti di cui al comma 3 sono di competenza dei servizi territoriali del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale rilascia un unico provvedimento amministrativo valido sia per l'autorizzazione alla trasformazione del bosco che per quella del suolo. La trasformazione del bosco è autorizzata unicamente previo rilascio dell'autorizzazione paesaggistica da parte dell'autorità competente, alla quale il Corpo forestale e di vigilanza ambientale trasmette copia dell'istanza del richiedente con i relativi allegati.

Dopo la lettera i del comma 1 dell'articolo 60 della legge regionale n.

Le funzioni di cui al comma 1 sono attribuite al Corpo forestale e di vigilanza ambientale che le esercita attraverso i propri ispettorati. Le province concludono i procedimenti di propria competenza già avviati alla data di entrata in vigore della presente legge. Il comma 2 dell'articolo 61 della legge regionale n. Le unioni dei comuni trasferiscono al Corpo forestale e di vigilanza ambientale i procedimenti di propria competenza già avviati alla data di entrata in vigore della presente legge.

La trasformazione del bosco, qualora autorizzata, è compensata da rimboschimenti con specie autoctone su terreni non boscati di pari superficie. L'estensione minima dell'area boscata soggetta a trasformazione oltre la quale vale l'obbligo dell'intervento compensativo è di 2.

Sono esclusi dall'obbligo di rimboschimento compensativo gli interventi antincendio di cui all'articolo , comma 1, lettera c , del decreto legislativo n. La somma versata dal richiedente è utilizzata dai comuni nel cui territorio ricade l'intervento di trasformazione del bosco per opere di miglioramento forestale e ambientale o per l'acquisizione di terreni da utilizzare per le stesse finalità.

La Regione, al fine di promuovere e favorire tutte le azioni di prevenzione tese a ridurre il numero, l'estensione e gli effetti degli incendi boschivi:. La Regione redige, a opera della Protezione civile regionale, il Piano regionale antincendio PRAI in conformità a quanto sancito dalla legge 21 novembre , n.

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Il Piano regionale antincendio contiene le prescrizioni antincendio per l'intero anno solare e la carta del rischio di incendi e disciplina:. Il PRAI ha validità di tre anni ed è sottoposto a revisione annuale. Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale redige i piani operativi ripartimentali, contenenti il dettaglio e l'organizzazione delle risorse presenti nei singoli territori di competenza degli Ispettorati ripartimentali del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, di intesa con l'Agenzia e con gli altri soggetti concorrenti all'attività di spegnimento degli incendi.

Il rilascio del permesso di costruire relativo a interventi insediativi da realizzare all'interno, o comunque a distanza inferiore a metri dalle aree considerate boschi, nonché nelle zone esposte ai rischi da incendi di interfaccia, è subordinato alla previsione della realizzazione delle misure di cui al comma 1, lettera h. Il rilascio della certificazione di agibilità di cui all'articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno , n.

Si applicano i divieti, le prescrizioni e le sanzioni previsti dall'articolo 10, commi 1, 2, 3, 4, della legge n. L'autorità che effettua il controllo, quando accerta l'esistenza di una delle violazioni previste dal comma 1, lettera d , che sono sanate prima che si verifichino eventi dannosi, prescrive al trasgressore gli adempimenti necessari per una completa regolarizzazione delle violazioni accertate, fissando un termine non superiore a quindici giorni per ottemperare a essi.

Se il trasgressore ottempera a tutte le prescrizioni imposte dall'autorità entro il termine fissato, le sanzioni sono ridotte a un quinto. In caso di violazione dei precetti di cui al comma 1, lettera f , da parte di esercenti di attività turistiche o agrituristiche, oltre alle sanzioni di cui al comma 3, lettera d , è disposta, dall'autorità competente, la sospensione della licenza, dell'autorizzazione o del provvedimento amministrativo che consente l'esercizio dell'attività, con efficacia decorrente fino al termine dell'accertata ottemperanza ai precetti medesimi.

L'irrogazione delle sanzioni amministrative compete al Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Il sistema operativo regionale antincendio è costituito dalla Protezione civile regionale, dal Corpo forestale di vigilanza ambientale, dall'Agenzia e, in base ad appositi accordi, dai soggetti statali competenti, dalle associazioni di volontariato e dalle compagnie barracellari.

Il coordinamento delle attività di lotta agli incendi boschivi e rurali linea di spegnimento e la funzione di Direzione delle operazioni di spegnimento DOS sono svolti dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Per migliorare l'attività di coordinamento delle attività di prevenzione e di lotta attiva agli incendi, gli ambiti territoriali regionali del sistema antincendio coincidono con i servizi ripartimentali del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

È istituito, ai sensi dell'articolo 7, commi 1 e 2, del decreto legislativo 18 maggio , n. Nell'albo di cui al comma 1 sono iscritte le imprese, le cooperative e i consorzi che operano nel settore degli interventi forestali, comprese le ditte di utilizzazione, trasformazione e commercializzazione in ambito forestale.

Gli interventi sul patrimonio pubblico nel settore forestale sono eseguiti in amministrazione diretta dall'Agenzia, ovvero attraverso affidamento ai soggetti iscritti all'albo di cui al comma 1.

Nei casi e nei limiti di cui all'articolo 17, commi 1 e 2, della legge 31 gennaio , n. La Giunta regionale disciplina con proprio atto la procedura, i requisiti giuridico-amministrativi e tecnici per l'iscrizione, il rinnovo, la sospensione e la decadenza degli operatori e individua le tipologie di interventi selvicolturali per la realizzazione dei quali è necessaria l'iscrizione all'albo.

La tenuta dell'albo è curata dal servizio della Direzione generale dell'ambiente competente in materia di politiche forestali. La Regione, in raccordo con l'Agenzia, favorisce la nascita di forme associative della gestione forestale con particolare riferimento alle filiere foresta-prodotti legnosi e non legnosi e promuove forme associative legate alle attività vivaistiche, alla gestione faunistica, all'educazione alla sostenibilità, all'apicoltura, alla sentieristica, alle attività turistico-ricreative e alla promozione territoriale.

La Regione riconosce e promuove la costituzione di consorzi forestali e incentiva la partecipazione di soggetti pubblici e privati. I consorzi forestali sono costituiti volontariamente tra i soggetti pubblici e privati proprietari dei terreni e altri soggetti delle filiere forestali, al fine di svolgere, nei terreni conferiti, tutte le attività necessarie alla valorizzazione dei terreni e dei prodotti.

Ai consorzi forestali costituiti interamente da soggetti privati si applicano le disposizioni di cui agli articoli e seguenti del Codice civile. I consorzi forestali hanno personalità giuridica e gestiscono direttamente i terreni loro conferiti attraverso un piano forestale particolareggiato.

Quando, in ragione dell'estensione dei terreni conferiti, la partecipazione pubblica al consorzio è maggioritaria, l'affidamento di lavori a terzi è soggetto alle procedure a evidenza pubblica previste dalla normativa dell'Unione europea e statale. La Giunta regionale disciplina con proprio atto le procedure per la costituzione dei consorzi, per l'adozione degli statuti e per il riconoscimento, i criteri e le modalità di finanziamento. Per il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 2, la Regione promuove gli interventi e le opere selvicolturali attuati da soggetti pubblici e privati contenuti nel Piano forestale ambientale regionale.

La Regione, in ottemperanza alle previsioni dell'articolo 11 del decreto legislativo n. La certificazione forestale, rilasciata da organismi accreditati sulla base di standard internazionali, comunitari e nazionali predefiniti, è incentivata, quale strumento di promozione e valorizzazione del comparto forestale regionale, attraverso misure di sostegno e incentivazione rivolte ai gestori e ai proprietari di superfici forestali.

La Regione promuove, inoltre, certificazioni di prodotto e di processo diverse dalle certificazioni specifiche per il settore forestale, quali misure volte alla valorizzazione qualitativa dei prodotti forestali legnosi e non legnosi, comprese le produzioni sughericole, o alla promozione dei territori agro-silvo-pastorali.

A tale scopo si sperimentano anche modelli di certificazione su diversi livelli, aziendale, territoriale di gruppo, regionale, anche relativamente alla certificazione della gestione forestale e del prodotto di filiera.

Per migliorare la competitività del settore forestale, la Regione promuove interventi di soggetti pubblici e privati volti alla valorizzazione della filiera delle produzioni legnose, anche a fini energetici. La valorizzazione delle filiere di cui al comma 1 è attuata nel rispetto di modelli di gestione forestale sostenibile e di aumento della funzionalità delle foreste, da conseguirsi anche attraverso attività di promozione dei consorzi di cui all'articolo 27, in coerenza con la pianificazione forestale di distretto e con la pianificazione forestale particolareggiata.

Gli atti della programmazione regionale specificano gli interventi da promuovere nell'ambito della tipologia di cui all'articolo 27, commi 2 e 3. La Regione riconosce il valore strategico del comparto sughericolo nell'ambito della politica forestale regionale e individua nel sistema agroforestale della sughera un bene di alta valenza produttiva, culturale paesaggistica e ambientale, oggetto di tutela e conservazione.

La sughericoltura è valorizzata attraverso indirizzi selvicolturali mirati all'aumento della funzionalità dei sistemi attuali, come strategia per una produzione di maggiore qualità e supporto all'adozione di modelli di gestione forestale sostenibile, funzionali alla certificazione dei sistemi di gestione e dei prodotti da essi derivati. La Regione, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, approva il programma straordinario pluriennale per lo sviluppo della sughericoltura di cui all'articolo 1 della legge regionale 9 febbraio , n.

La Regione individua annualmente le risorse destinate alla valorizzazione del comparto sughericolo e all'attuazione delle misure previste nel piano straordinario pluriennale di cui al comma 3, riguardanti azioni dirette o di agevolazione del credito, nei limiti delle disposizioni di legge e dei regolamenti comunitari. La Regione promuove e coordina le attività di rilievo, verifica, aggiornamento e messa a sistema di tutte le informazioni derivanti dai diversi inventari e ricerche specifiche nel campo della sughericoltura, condotte da diversi enti pubblici e privati di cui agli articoli 5 e 11 della legge regionale n.

La valorizzazione della sughericoltura è attuata anche attraverso la certificazione forestale di cui all'articolo 29, che attesta la rispondenza di sistemi produttivi, prodotti e servizi connessi alla foresta, a predeterminati standard di gestione forestale sostenibile. La Regione sostiene l'avvio di partnership pubblico-private, rivolte anche a mercati europei ed extra europei, nei distretti sughericoli regionali vocati per la sughericoltura e la valorizzazione della filiera corta bosco-sughero e favorisce la stabile collaborazione tra gestori delle foreste pubblici e privati, imprese e cooperative addette all'estrazione, industrie di trasformazione di prodotti derivati e commercianti operanti nel settore.

La Regione promuove e sostiene la ricerca, la sperimentazione, l'innovazione, il trasferimento tecnologico e l'assistenza tecnica, attraverso i propri enti strumentali, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati, sui temi della sughericoltura, inclusi gli aspetti fitosanitari connessi al deperimento delle sugherete, la compatibilità tra uso pastorale e uso selvicolturale delle superfici interessate da formazioni a sughera, le problematiche relative alla trasformazione e al marketing, con approcci partecipativi e di animazione territoriale nei contesti più vocati, miranti allo sviluppo di sistemi gestionali multi-funzionali modello.

La Regione sostiene la formazione continua a livello regionale degli operatori del settore e la creazione di un albo di operatori addetti alla decortica, denominati "scorzini". La Regione individua, con deliberazione della Giunta regionale, la struttura pubblica di riferimento per la ricerca e l'assistenza tecnica in materia di sughericoltura. Valorizzazione delle filiere foresta-prodotti non legnosi e delle risorse silvo-pastorali. La Regione attua, coinvolgendo gli operatori locali, programmi di studio e sviluppo di attività collaterali nel settore delle produzioni tipiche del bosco, favorisce la realizzazione di sinergie nel settore agro-pastorale connesso con la gestione forestale e in quello delle produzioni tipiche locali come l'apicoltura e l'attività di utilizzo dei prodotti secondari del bosco quali frutti, foglie, piante o parte di esse.

La Regione promuove la filiera di cui al comma 1, attraverso le misure di promozione di cui all'articolo 28, in coerenza con gli indirizzi definiti dai piani forestali di distretto e dai piani forestali particolareggiati. Gli atti della programmazione regionale specificano gli interventi da promuovere nell'ambito della tipologia di cui all'articolo 28, commi 1 e 2. La Regione persegue la tutela dei sistemi forestali, della biodiversità e l'integrità genetica delle specie autoctone e indigene e degli habitat naturali, in applicazione del decreto legislativo 10 novembre , n.

La Regione disciplina la produzione, la commercializzazione, la cessione e l'utilizzo, per fini forestali di materiale forestale di moltiplicazione, certificato a norma del decreto legislativo n. La Regione è "Organismo ufficiale" ed è "Regione di provenienza" ai sensi del decreto legislativo n.

Le specie di interesse forestale sono quelle contemplate nell'allegato I del decreto legislativo n. La Giunta regionale, con propria deliberazione, definisce le competenze e le procedure per l'attuazione del decreto legislativo n.

Fino all'adozione della deliberazione della Giunta regionale di cui al primo periodo, si applica quanto previsto dalla deliberazione della Giunta regionale 18 settembre , n.

Disposizioni applicative in ambito regionale delle modalità di produzione e commercializzazione del materiale di propagazione forestale. Implementazione del Progetto Operativo Strategico n. È istituito, presso l'Assessorato regionale competente per il rilascio della licenza per la produzione e per la vigilanza fitosanitaria, il registro dei produttori di materiale forestale di moltiplicazione.

La vera storia della Foresta dell'Adda PERCHE' L'ACCANIMENTO DI LEGAMBIENTE CONTRO LA VALTELLINA?

È istituito, presso la Direzione generale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il registro regionale dei materiali di base. Al Corpo forestale e di vigilanza ambientale competono le funzioni relative alle procedure autorizzative finalizzate alla verifica dei materiali di base e le attività di controllo dei requisiti ai fini della loro immissione.

L'Agenzia è la struttura di riferimento per l'esecuzione del programma di individuazione delle unità di ammissione o materiali di base, per la produzione di materiali forestali di moltiplicazione nelle categorie "identificati alla fonte", "selezionati", "qualificati" e "controllati", presenti nelle foreste demaniali regionali. L'Agenzia è la struttura di riferimento per la gestione dei propri vivai forestali, per la produzione e commercializzazione di specie di interesse forestale indigene, autoctone e non, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n.

L'Agenzia è la struttura di riferimento per la conservazione della biodiversità forestale di cui alla legge regionale 14 agosto , n. L'Agenzia svolge l'attività vivaistica, nei termini e secondo le modalità da definirsi con deliberazione della Giunta regionale, anche a fini promozionali nei confronti degli enti pubblici e privati, assicurando la gestione, la regolamentazione e la registrazione del materiale forestale di moltiplicazione; l'Agenzia è autorizzata a produrre e commercializzare materiale di propagazione forestale, prodotto secondo quanto previsto dal decreto legislativo n.

Promozione della ricerca forestale, trasferimento tecnologico e assistenza tecnica. La Regione promuove e sostiene lo sviluppo della ricerca e della sperimentazione in materia forestale attraverso gli enti pubblici di ricerca, avvalendosi, in particolare, dell'opera dei propri enti strumentali e agenzie, delle università e degli enti e istituti di ricerca, pubblici e privati, nazionali e internazionali.

Il funzionamento e compiti della scuola di cui al comma 3 sono organizzati con deliberazione della Giunta regionale, in conformità a quanto previsto dall'articolo 12 bis della legge regionale n. Le attività di cui ai commi 1 e 2 sono inserite nel Documento esecutivo di programmazione forestale di cui all'articolo Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell'ambiente della Sardegna.

Approvazione progetto esecutivo per la realizzazione di un campo di calcio a cinque in erba sintetica. Contenzioso sig. Adempimenti a carico delle amministrazioni pubbliche. Nomina responsabile unico del procedimento. Legge regionale 4 agosto , n. Proposta di riconoscimento di debito fuori bilancio per ordinanze esecutive di condanna. Relazione al rendiconto Eventi sismici del 31 ottobre — Decreti del Ministero delle Infrastrutture nn.

Approvazione accordo di programma tra la Regione Molise ed i Comuni interessati al patrimonio artistico, storico e culturale del Molise. Patto per le attività culturali e di spettacolo tra il Ministero per i beni e le attività culturali, le Regioni e le Province Autonome, le Province ed i Comuni siglato il 25 gennaio


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