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Arto inferiore in scarico


  1. Arto in scarico venoso
  2. arti in scarico
  3. Sorveglianza di un paziente portatore di gesso - L'abc dell'operatore socio sanitario
  4. DINAMICI – utilizzati nell’ambito delle patologie che prevedono la riabilitazione al cammino

Arto in scarico vuol dire mettere il piede o il polso sollevati in modo tale da migliorare il ritorno venoso verso il cuore. Ci sono tutori predisposti. gentile utente, con l'arto possibilmente appoggiato su una superficie più alta del resto del corpo. mi spiace che il suo medico non si sia. PROBLEMA: Dopo un intervento chirurgico all'anca, a G. è stato consigliato di mantenere l'arto in scarico per diminuire il gonfiore. Utilizzando. "Cerca di magari di dormire con le gambe sollevate, di tenere un cuscino sotto le gambe; oppure, quando stai seduta, di tenere gli arti in alto.

Nome: arto inferiore in scarico
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Prodotti su misura Protesi Arto Inferiore Di tipo estetico, funzionale, sportive per vari livelli e tipologie di amputazione. Protesi Arto superiore Di tipo estetico, funzionale, mioelettriche, per vari livelli e tipologie di amputazione.

I livelli di amputazione protesizzabili sono: mano totale o parziale , disarticolazione di polso, trans-radiale o di avambraccio , disarticolazione di gomito, trans-omerale o di braccio , disarticolazione di spalla, spalla totale interscapolare o simili. Si dividono in : gamba- piede caviglia , gamba- coscia ginocchio , gamba- piede-coscia arto completo , arto completo con presa al bacino pelvi-podalico , mono compartimentali, bi compartimentali, rigidi o articolati.

Si dividono in : mano e dita, avambraccio- mano polso , braccio-avambraccio gomito , braccio-avambraccio-mano arto completo , arto completo con presa al torace toraco brachiale , rigidi o articolati. Interessano i distretti bacino e coscia anca e si dividono in : unilaterale, bilaterale, rigidi o articolati.

Si dividono in: lombosacrali, lombari, dorso lombari, cervico dorsali, cervicali, rigidi, semirigidi, morbidi con o senza presa al bacino.

Tipi di gessi e tutori I gessi sono realizzati su misura sotto forma di calchi che poi solidificano. Devono adattarsi correttamente alla forma del vostro arto leso per fornirgli il miglior supporto possibile.

Arto in scarico venoso

Esistono diversi modi di confezionare un apparecchio gessato: Gesso chiuso o "intero": cioè totalmente avvolgente, in questo modo fornirà la maggior stabilità possibile all'arto consentendo solo micromovimenti agli eventuali frammenti di frattura al suo interno.

E' il gesso di scelta per il trattamento delle fratture quando possibile. Gesso aperto detto anche "doccia gessata": cioè la superficie rigida fatta di gesso avvolgerà solo metà dell'arto infortunato.

Questo tipo di immobilzzazione viene adoperata solo nel caso in cui l'arto sia particolarmente gonfio oppure vi sono ferite della pelle da controllare e che quindi non possono essere chiuse nel gesso per un lungo periodo.

In genere la doccia gessata è solo temporanea, venendo poi sostituita con un gesso chiuso perchè lascia troppa libertà di movimento ai frammenti di frattura.

Gesso da carico: è una modalità di confezionare un gesso per l'arto inferiore quando si vuole che il paziente cammini sul gesso. In questi casi si rinforza la suola anche con l'utilizzo di un "tacco" di plastica o di legno guarda figura in basso.

Inoltre, i raggi X sono in grado di "vedere attraverso" la vetroresina meglio del gesso guarda figura in basso.

Questo è importante perché il medico probabilmente pianificherà radiografie di controllo dopo aver confezionato il vostro gesso. I raggi X possono far vedere se i frammenti di frattura di un osso rotto stanno guarendo bene o se si sono scomposti spostati.

arti in scarico

Il calco di gesso, invece è più pesante, meno traspirante e meno radiotrasparente ma oltre ad essere meno costoso della fibra di vetro, per alcuni utilizzi è migliore della vetroresina questo perchè è più morbido ed è più malleabile guarda figura in basso. Ad esempio è più indicato quando si devono ridurre le fratture durante la fase di confezionamento dell'apparecchio gessato come spesso accade nelle frattura di polso, oppure dopo un intrvento chirurgico quando si prevede un eccessivo gonfiore dell'arto.

In questi casi il gesso è consigliabile rispetto alla vetroresina, perchè essendo più morbido, si adatta meglio alle variazioni del volume interno. Come si confeziona un apparecchio gessato? Entrambi i gessi fatti di vetroresina e di gesso utilizzano il cotone come strato protettivo sulla pelle.

Entrambi i materiali sono disponibili in strisce o in rotoli che vengono immersi in acqua e applicati sopra l'imbottitura che copre la zona lesionata. Una volta immerse nell'acqua le fascie di gesso saranno poi srotolate ad arte sull'arto da immobilizzare. Il gesso comunque sia deve adattarsi correttamente alla forma del braccio o della gamba traumatizzata per fornire il miglior supporto possibile.

Generalmente, il gesso viene confezionato in modo da coprire e quindi comprendere anche l'articolazione sopra e sotto l'osso rotto. In molti casi, se sull'arto traumatizzato da ingessare è presente una ferita oppure è molto gonfio, sarà confezionata una doccia gessata una stecca. Questo per permettere le medicazioni della ferita e per evitare che un gesso chiuso, appena il gonfiore si risolve diventi troppo largo e non assolva alla sua funzione di stabilizzatore della frattura perché i frammenti dentro si muoverebbero.

Sorveglianza di un paziente portatore di gesso - L'abc dell'operatore socio sanitario

In questo caso potreste avvertire che il gesso è stretto. Se avete un tutore, il vostro medico vi mostrerà come regolarlo per gestire al meglio il gonfiore.

È molto importante che il gonfiore si risolva. Per contribuire a ridurre il gonfiore: Sollevare: è molto importante sollevare il braccio o la gamba traumatizzata durante le prime ore. Posizionate il braccio o la gamba traumatizzata sopra il cuore mettendoli su cuscini o sopra qualche altro supporto.

Se il gesso è applicato alla gamba dovrete essere voi a reclinarvi, quindi meglio se a letto o su una poltrona snodabile. L'elevazione permette alla linfa ed al sangue di defluire agevolmente verso il cuore. Questi piccoli movimenti talvolta impediscono la rigidità. Ghiaccio: Applicare ghiaccio su una doccia gessata. Mettere il ghiaccio in un sacchetto di plastica a secco e poggiarlo avvolto in un canovaccio sulla zona scoperta della doccia gessata.

DINAMICI – utilizzati nell’ambito delle patologie che prevedono la riabilitazione al cammino

Se si verifica uno dei seguenti sintomi, contattare immediatamente il Pronto Soccorso per un consiglio. Perdita di movimento attivo delle dita dei piedi o della mano: questo richiede una valutazione urgente dal medico.

Cura durante il gesso Il medico vi spiegherà le eventuali restrizioni d'uso del vostro braccio o della vostra gamba traumatizzata mentre state guarendo. È necessario seguire attentamente le istruzioni del medico per assicurarsi che l'osso guarisca correttamente. Nota bene: le seguenti informazioni forniscono solo indicazioni generali e in alcun modo devono essere utilizzate come sostituti dei consigli del vostro medico.

Interessano i distretti bacino e coscia anca e si dividono in : unilaterale, bilaterale, rigidi o articolati. Si dividono in: lombosacrali, lombari, dorso lombari, cervico dorsali, cervicali, rigidi, semirigidi, morbidi con o senza presa al bacino. Si dividono in : articolati, non articolati, rigidi, morbidi a cuscino.

Plantari e compensi Possono essere realizzati secondo diverse metodiche artigianali, da grafico, impronta podografica, calco in gesso moulage o impronta su schiuma fenolica oppure computerizzati da esame baropodometrico o scansione 3d del piede sistema Cad-Cam. Notevole è il miglioramento generale della qualità di vita dei pazienti che li utilizzano.


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